A STAR IS BORN

di e con Bradley Cooper. Starring: Lady Gaga

A volte, raramente, capita che in questo spazio io parli di opere (musica, film e quant’altro abbia a che fare con l’Arte…) non prodotte da me. Questa è una di quelle occasioni in cui non posso esimermi dal dire la mia opinione…

Niente da fare: questo è il film del momento. Ed è un film che io ho amato subito dalla prima sequenza. Ovviamente devo subito dire che il tema mi coinvolge e mi appassiona, trattando di cose che sono MOLTO vicine alla mia vita. E poi, come già nel precedente remake degli anni ’70 con Kriss Kristofferson e Barbra Streisand, la protagonista è la Musica Country, che è un genere a cui io sono proprio sentimentalmente legato, che mi ricorda i luoghi che amo di più in assoluto.

Cominciamo subito col dire che in questo film Bradley Cooper segna l’interpretazione della sua vita. E per essere sicuro di non sbagliare, o essere malamente condizionato da altri, decide di firmare anche la regia, oltrechè la produzione a 4 mani con la stessa Germanotta. Badate bene: firmare la regia era un rischio, ma l’ottimo attore di Philadelphia (dove è nato nel 1975) passa la prova a pieni voti, mostrando un piglio direttoriale autorevole, sobrio, con un gusto per l’immagine bella, ma mai inutilmente leziosa, con tagli di inquadratura già da Maestro del cinema, piuttosto che da semplice, solido mestierante. Poi la sua faccia, i suoi occhi, il suo costante sudore lucido, che sono icona e manifesto dell’alterazione interiore, prima ancora che psico-fisica indotta da alcool e farmaci, fissano un personaggio che probabilmente più dei precedenti da lui interpretati, lascerà il segno in questa storia immortale di arte, amore e morte.

Insomma: lui è bravissimo, 110 e lode. E senza troppa falsa modestia punta a quel premio Oscar che spero proprio gli verrà assegnato il prossimo febbraio a Los Angeles.

E veniamo a lei, a Stefani Joanne Angelina Germanotta, meglio nota come Lady Gaga. Ma io voglio proprio insistere sul suo vero nome, perchè, dopo il bellissimo, ma elitario, tour mondiale e relativo disco dedicati al jazz, accompagnata dalla mano sapiente di Tony Bennet, è con questo film che finalmente la STRAORDINARIA interprete newoyorkese afferma a dimensione planetaria, FINALMENTE, tutta la sua autorevolezza, la sua forza artistica reale, proponendosi al pubblico più vasto per quello che è, ovvero una delle tre migliori cantanti pop viventi (le altre due sono Beyoncè e Celine Dion). E lo fa buttando nel cestino tutte le sovrastrutture di Lady Gaga… mostrando la sua vera faccia, carina, simpatica, ma per nulla glamour: il volto della ragazza della porta accanto che alla fine ce la fa, e che per questo amiamo amare. In fondo nei dialoghi del film viene infilata molta della sua storia vera. Molto spazio viene dedicato a rimarcare la sua “semplicità” estetica, a fronte delle esigenze dello spettacolo commerciale che le hanno imposto un’immagine eccentrica, appariscente, ma molto lontana dalla sua vera essenza di artista e di donna.

Un’immagine “commerciale” la sua, come “Lady Gaga”, che ingannò agli esordi anche me stesso, che pure non sono uno distratto, facendomi scrivere su di lei 5 o 6 anni fa cose molto tranchant e negative. Bhè, quando si sbaglia bisogna riconoscerlo e all’epoca io presi un GRANDE ABBAGLIO criticandola e snobbandola, fermandomi alla superficie del “look” e della musicaccia di bassissimo profilo che cantava: elementi di superficie che non mi fecero andare oltre l’apparenza e vedere l’ENORME talento nascosto sotto ai lustrini.

In tutto ciò non posso non sottolineare forse la più bella colonna sonora da almeno 30 anni: nel film ci sono una manciata di canzoni nuove, originali, una più bella dell’altra. MA VERAMENTE!!! Infatti oggi corro a comprare il CD…

Una parola anche per uno dei coprotagonisti, ovvero quel Sam Eliott, nella parte del fratello-manager-tutore del protagonista, che ogni tanto a Hollywood rispolverano dalla naftalina, con la sua faccia terribilmente country che ci garantisce un caratterista solido che è sempre un piacere vedere sullo schermo.

Ragazzi: UN FILMONE che non dovete perdere, a prescindere.

La mia speranza è che agli oscar si porti via almeno 4 o 5 nomination, con Oscar a Cooper come migliore attore, a Stefani per la migliore canzone. Come minimo (al momento io darei anche l’oscar come miglior film, ma qui i giochi si fanno duri…). Stay cool, e andatelo a vedere!

 

Marco Lincetto

A proposito di Marco Lincetto

Marco Lincetto è il fondatore di Velut Luna. Nasce a Padova nel 1961, figlio del grande compositore e pianista Adriano Lincetto, scomparso appena cinquantanovenne nel 1996. Suona il clarinetto, si diploma al liceo classico e per qualche anno studia giurisprudenza a Bologna. Prima di dedicare interamente la sua vita alla Musica, lavora per diversi anni come fotografo professionista. Specializzato in ritrattistica e foto di reportage, è stato allievo di Franco Fontana e nella seconda metà degli anni ’80 si forma alla bottega di Pino Settanni a Roma. Dal 1995 è alla guida di Velut Luna nei molteplici ruoli di imprenditore, produttore e ingegnere del suono (o, come lui ama definirsi, tonmeister). Oltre che per Velut Luna, è accreditato nei ruoli di Sound Engineer ed Executive Producer per etichette discografiche quali Decca, Cpo, Chandos, Brilliant Classic, ARTS, E1 Music/Koch International Classics, Universal e molte altre.


Pubblica un tuo commento

Articolo successivo
Articolo precedente