Quanto sto per raccontare credo sia già ben noto ai veri audiofili (no audiofighi).

Tuttavia penso che, come dicevano gli antichi: “REPETITA JUVANT”.

Parliamo di alimentazione

Non so come va all’estero, ma in Italia la fornitura elettrica è quasi ovunque disastrosa. Ovvero, è disastrosa almeno in rapporto alle esigenze stringenti di un appassionato di bel suono. E’ infatti più o meno instabile, più o meno inquinata da interefenze di varia natura. E purtroppo i nostri preziosi oggetti dedicati alla riproduzione della musica, e del suono più in generale, risentono in modo più o meno marcato di questo problema: è quindi quantomeno opportuno dotarsi di una serie di accorgimenti per garantire ai nostri amati apparecchi una corrente elettrica che sia la più “pura” possibile.

Il protocollo Italiano indica che noi dovremmo ricevere una fornitura di corrente a 230V costanti con frequenza a 50/60hz. Purtroppo esistono tolleranze accettate e poco influenti su altri “elettrodomestici”, che invece comportano anche gravi malfunzionamenti (= cattivo suono) alle macchine dedicate alla Musica.

La soluzione che da tempo immemorabile ho adottato a casa mia, che coincide anche con il mio studio di missaggio e mastering, è la seguente.

A monte del sistema, posizionato a ridosso del contatore elettrico e quindi al di fuori dell’ambiente di lavoro, ho installato un filtro di rete molto sofisticato, una vera e propia macchina, un cosiddetto “UPS ON LINE A DOPPIA CONVERSIONE”. In parole povere, questo apparecchio disaccoppia i sistemi a valle dalla rete, garantendo di fatto, un funzionamento a batteria, con tensione di corrente perfetta e stabile. L’ultimo in ordine di tempo che ho installato è uno dei più sofisticati oggi disponibili sul mercato (ad un costo di circa 1.300,00 euro): in pratica riceve la corrente più o meno sporca e più o meno instabile dalla rete, la stabilizza, con un sistema a controllo digitale rende l’onda sinusoidale perfetta ed esente da distorsioni ed infine la rigira ai sistemi collegati a lui, a valle, a 230V perfetti e stabili. Un dettaglio MOLTO importante nella scelta di questo oggetto è relativo alla potenza massima da lui gestibile: ebbene, è necessario che l’UPS On Line garantisca di poter gestire la medesima potenza massima per la quale si è sottoscritto il contratto di fornitura, tipicamente per un’abitazione standard 3 o 3,5 kV. E questo per evitare che una potenza ridotta finisca per castrare i picchi dinamici del vostro sistema di amplificazione.

A valle di questo primo, importantissimo, filtro andranno poi installati opportuni, ulteriori, “filtri di rete” attivi, che garantiscano anche e soprattutto la perfetta separazione galvanica fra i singoli apparecchi che compongono l’impianto, in modo tale che non siano gli stessi singoli apparecchi a rilasciare “spurie” verso gli altri. In particolare questo può accadere fra oggetti strettamente analogici e apparecchi digitali.

Infine il cabalggio: mi spiace dover deludere molti, ma io sono convinto che è senza dubbio necessario utilizzare ottimi cavi di alimentazione, che però a mio parere è sufficiente rispondano alle seguenti caratteristiche (non particolarmente “costose”, nè sofisticate):

  • 3 x 4.0mm
  • doppia schermatura
  • corretto isolamento
  • spine di connessione di massima qualità, se possibile collegate al cavo senza saldature, ma con opportuna crimpatura

Nel mio impianto utilizzo la seguente catena di alimentazione:

RETE ELETTRICA (CONTATORE) –> UPS ON LINE A DOPPIA CONVERSIONE –> n.3 FILTRI DI RETE CON ISOLAMENTO ELETTRICO PERFETTO

Selfie con l’amico Giorgio Levorato, il mitico “Son” dello storico negozio Hi-Fi padovano “Peter & Son”: uno dei MASSIMI esperti in circolazione, in grado di guidarvi al meglio nella messa a punto del vostro impianto, dopo avervi venduto gli oggetti a voi più adatti…


GLI EFFETTI SUL SUONO DI UNA PERFETTA ALIMENTAZIONE ELETTRICA


Gli effetti benefici sono ECLATANTI. Soprattutto il miglioramento si apprezza sulla DINAMICA (micro e macro), al punto che vi sembrerà che il vostro impianto abbia aumentato il proprio guadaghno anche di 2db… L’immagine sonora si espande nelle tre dimensioni e sostanzialmente vi apparirà tutto come se fosse stato tolto un velo dai diffusori. Timbricamente si apprezza un’aumentata profondità delle basse frequenze, non disgiunta da una notevole pulizia e riduzione di distorsione. E le altissime frequenze acquistano una nuova raffinatezza (= maggiore completezza dello sviluppo delle componenti armoniche del suono). Mi sento sereno nell’affermare che una corretta messa a punto, seria, dell’alimentazione equivale al passaggio ad un sistema di almeno due categorie superiore.

E questo era il mio piccolo contributo di oggi. Buon proseguimento di ottimi ascolti.

Marco Lincetto

A proposito di Marco Lincetto

Marco Lincetto è il fondatore di Velut Luna. Nasce a Padova nel 1961, figlio del grande compositore e pianista Adriano Lincetto, scomparso appena cinquantanovenne nel 1996. Suona il clarinetto, si diploma al liceo classico e per qualche anno studia giurisprudenza a Bologna. Prima di dedicare interamente la sua vita alla Musica, lavora per diversi anni come fotografo professionista. Specializzato in ritrattistica e foto di reportage, è stato allievo di Franco Fontana e nella seconda metà degli anni ’80 si forma alla bottega di Pino Settanni a Roma. Dal 1995 è alla guida di Velut Luna nei molteplici ruoli di imprenditore, produttore e ingegnere del suono (o, come lui ama definirsi, tonmeister). Oltre che per Velut Luna, è accreditato nei ruoli di Sound Engineer ed Executive Producer per etichette discografiche quali Decca, Cpo, Chandos, Brilliant Classic, ARTS, E1 Music/Koch International Classics, Universal e molte altre.


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