A volte ritornano…

Rosella Caporale è una grande artista, e io ho la fortuna di collaborare con lei fin dall’ormai lontano 2001. Come quasi sempre accade, il rapporto di lavoro è diventato velocemente anche un rapporto d’amicizia (fil rouge della storia della discografia Velut Luna).

Rosella Caporale

Rosella Caporale

Il primo disco realizzato con lei si intitolava, guarda un po’, “E Teretuppete” (acquistabile su iTunes, Spotify e in formato fisico sul nostro web store). Venne realizzato nella suggestiva cornice della cappella invernale della chiesa di Santa Maria dei Servi a Padova nel giugno del 2002, con la voce di Rosella accompagnata dalla raffinata chitarra di Giovanni Mellone e dalle lunari percussioni di Roberto Dani.

Ma cos’è E Teretuppete? Beh, è innanzitutto un suono onomatopeico che ci rimanda alla grande tradizione della tarantella. E quindi di questo stiamo parlando: della grande tradizione della canzone napoletana che, diciamocela tutta, rappresenta tout court la grande tradizione della canzone italiana: sfido chiunque a sostenere il contrario. Dopo quel disco realizzammo con Rosella nel 2006 un progetto completamente differente, con una grande orchestra sinfonica e canzoni figlie del grande musical americano.

Poi un periodo in cui Rosella si è un po’ defilata dalla scene, per i più normali casi della vita. Fino a circa due anni fa, quando ricevetti una telefonata in cui più o meno di diceva: “Ma dove eravamo rimasti?”. Dopo un po’ di chiacchiere e qualche riflessione, riandando all’indimenticato Massimo Troisi con il suo “Ricomincio da tre”, venne quasi naturale l’idea di riprendere il percorso da quella che è la natura più intima dell’arte di Rosella, l’amata Napoli.

Ora senza voler peccare di immodestia, così come il Dumas scrisse “I tre moschettieri: vent’anni dopo”, noi siamo qui oggi a riproporre “E Teretuppete… N’ata vota!”.

L’ossatura della tracklist è infatti sostanzialmente immutata, con una cavalcata senza soluzione di continuità che parte da celeberrimi brani classicissimi del tredicesimo secolo come ‘Sto core mio di Orlando Di Lasso fino al Canto delle lavandaie del Vomero, passando poi dal sedicesimo secolo di Fenesta Vascia e dallo spettacolare Lo Guarracino del diciassettesimo secolo, per arrivare ai classici più recenti, come Era de Maggio, I te vurria vasà, Dicitencelle vuie, Funiculì funiculà, La Tarantella (appunto “e teretuppete”).

In questa nuova edizione sono anche presenti due importanti novità. Innanzitutto la presenza di un brano inedito, scritto da Fulvio Caporale nel 1969,“Luna Saracena”, mai pubblicato fino ad oggi. Poi, ad aprire il disco, una versione de “La danza”, celeberrima tarantella di Rossini, però con un inedito testo in lingua napoletana scritto ancora una volta da Fulvio Caporale. Infine, un terzo brano inedito per pianoforte solo che si intitola “‘Na jurnata ‘e sole”, composto e interpretato da Stefania Todesco.

Valentina Todesco

Valentina Todesco

E da questo nome prendo spunto per raccontare l’altro motivo di grande interesse di questa produzione, nonchè il senso di riproporre, pur a distanza di tempo, praticamente il medesimo repertorio. Ed è appunto la presenza di una formazione musicale radicalmente differente: negli strumenti, pianoforte e violoncello, nello stile degli arrangiamenti, che sono di fatto riscritture in stile classico cameristico di questi celebri brani, e ovviamente nelle nuove interpreti Stefania Todesco al pianoforte e Valentina Todesco al violoncello.

Proprio di Stefania sono tutti i nuovi arrangiamenti realizzati appositamente per questo progetto, caratterizzati da rigore formale, classe ed eleganza.

Stefania Todesco

Stefania Todesco

Quindi parliamo di un disco in realtà completamente differente dal precedente, anche se la “materia” attorno a cui si muove sono quasi gli stessi brani. La registrazione di altissima qualità è stata realizzata nella splendida cornice di Villa Todesco a Villa del Conte, nei pressi di Padova, con la tecnica del live-in-studio in alta risoluzione digitale, al fine di preservare da una parte ogni più nascosta nuance, dall’altra di garantire tutto il pathos e la spontaneità che solo una registrazione dal vivo e senza tagli di editing può offrire. E sono stati usati, dettaglio importante, i preziosi microfoni valvolari Ribera R12.

 

Potete acquistare il disco qui:

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Deezer

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iTunes

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Velut Luna Web Store

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