I concerti per flauto presentati in questa incisione propongono una sezione centrale del repertorio flautistico, quello dedicato alla forma classica, composti tra la seconda metà del 18° secolo e la prima del 19°, in stile galante, hanno, in questa scelta, la caratteristica singolare di essere tutti in sol maggiore, tranne il concerto di Mercadante che comunque è composto nel tappeto sonoro della relativa minore, mi minore appunto. Suddivisi in tre tempi seguono lo schema consueto di un primo tempo allegro e più denso, un secondo più lirico e cantabile e un terzo tempo vivace e tecnicamente brillante. Un tema affidato all’orchestra ha il compito di aprire, dopo qualche battuta, il sipario al protagonista, il flauto appunto, che ribadisce la tonalità e comincia a “giocare” puntando il faro sull’abilità e la generosità dell’interprete.

 Saverio Mercadante (Altamura 17 settembre 1795- Napoli 17 dicembre 1870) entra con passo tranquillo nel clima operistico italiano del primo ottocento. Compositore prolifico di opere teatrali, non estraneo agli influssi di Rossini, Mercadante aveva dimostrato precoci doti musicali entrando a 12 anni al Conservatorio di Napoli dove studiò armonia e violino ma imparò anche a suonare il flauto, il clarinetto il fagotto e il violoncello. La composizione era il suo grande dono e lo traduceva con una fresca vena melodica unità ad una notevole densità contrappuntistica. Dal 1840 fu direttore del Conservatorio di Napoli dando forte impulso all’insegnamento e alla pratica strumentale consegnando la nuova sensibilità belcantistica anche alle composizioni per strumento. Nell’ambito della sua produzione strumentale emergono in particolare i concerti per flauto che si presentano ricchi di eleganti soluzioni melodiche improntate comunque ad un brillante virtuosismo. Il Concerto in Mi minore, lavoro realizzato nel 1819, si presenta con un primo movimento (Allegro maestoso) in forma sonata che si distingue per la connotazione drammatica caratterizzata da efficaci contrasti in stile operistico; l’esposizione orchestrale imperniata su due temi, uno ritmato ed uno più cantabile, lascia lo spazio al flauto solista che arricchisce i temi proposti con brillanti passaggi che mettono in risalto l’agilità dell’esecutore con densi passaggi di bravura. Il secondo movimento (Largo) inizialmente cupo con un incisivo intervento orchestrale si scioglie poi in una melodia in stile belcantistico. Il terzo movimento, Rondò Russo, è di carattere brioso, con un ritmo incisivo nel ritornello, esposto dal flauto, al quale subentra un primo couplet introdotto dall’orchestra e portato avanti dal solista con passaggi di bravura. Ulteriore slancio con il secondo couplet di connotazione più appassionata si contrappone al ritornello che prima all’orchestra, poi al flauto chiude il brano, dopo virtuosismi del flauto, nel segno di una rinnovata serenità.

 Il flauto traverso era  apprezzato dai compositori dell’epoca classica forse anche per la simpatia che per questo strumento aveva Federico II, re di Prussia, riconosciuto dai contemporanei come fine musicista e ottimo flautista, fu allievo di Johann Joachim Quantz (Schenden 30 gennaio 1697-Pstdam 12 luglio 1773), che gli dedicò il suo “Versuch” ovvero il” Saggio di metodo per ben suonare il flauto traverso”. Questo lavoro teorico di Quantz rimane ancor oggi un prezioso documento per la testimonianza sulla prassi musicale strumentale e sui gusti e gli stili nell’Europa del suo secolo. Di J.J. Quantz, che per il flauto ha composto oltre trecento concerti, Enzo Caroli propone in questa incisione il Concerto in sol maggiore per flauto archi e basso continuo. Lo schema del primo movimento (Allegro), che si apre con un tema dell’orchestra maestoso e riccamente elaborato, vedrà l’ingresso del solista da battuta 28 con il tema che conferma subito l’impianto tonale. Due cadenze, una più breve a batt.117 e una di maggior respiro a batt.146 mettono in luce, come di consuetudine, la gioiosa voce del flauto e l’abilità dell’interprete. In sintonia con le regole del “Versuch” si muove il secondo tempo (Arioso), nella più mesta tonalità di sol minore, che “esprime direttamente il sentimento che vi è contenuto” nel quale la melodia è “scritta affettuosamente ed in maniera espressiva, come se si dovessero aggiungere delle parole”. Il terzo movimento (Allegro vivace), chiede al flautista grande agilità perché “viene generalmente suonato a grande velocità” e prevede un ritornello “breve, gaio focoso ma con una punta di facezia”.

 Carl Philipp Stamitz (Mannheim 7 maggio 1745-Jena 9 novembre 1801) violinista della celebre orchestra di Mannheim dal 1762 al 1770, esemplifica lo stile galante in musica riflettendo la sua affiliazione alla scuola di Mannheim che si esplicita nel contrasto tematico e negli aspetti dinamici. Carl, pur ricoprendo il ruolo di secondo violino dall’età di 17 anni nella celebre orchestra della corte di Mannheim, dov’era peraltro riconosciuto il suo indubbio talento, nel 1770 insieme al fratello minore Anton si mette in viaggio con obiettivo Parigi mosso da una curiosità ed una assidua tendenza a sperimentare accompagnata ad un’avversione a realizzare legami stabili con qualsiasi istituzione musicale. Questa sorta di inquietudine lo porterà, dopo Parigi, a viaggiare mezza Europa sempre con successo sia come virtuoso di violino, viola e viola d’amore che come compositore di talento. La sua curiosità e il suo desiderio di sperimentare fanno sì che nelle sue composizioni si percepiscano elementi introdotti dai contatti con le tradizioni locali che rendono le sue opere, pur in uno stile classico che a volte ricorda opere contemporanee di Mozart o Haydn, un connubio tra sapienza costruttiva e ispirazione creativa dove i temi sono ben costruiti e le melodie accattivanti. Numerosi i concerti da lui composti per diversi strumenti tra i quali il “Concerto in sol maggiore per flauto e orchestra d’archi con 2 oboi e 2 corni ad libitum” che fa parte dei soli tre arrivati fino a noi (quattro sono andati perduti). Il primo movimento “Allegro”, in forma sonata, inizia con un breve slancio di marcia, simile nello stile alle opere di Haydn o Mozart; il tema, che viene ripresentato al suo ingresso dal flauto non manca di momenti in cui Stamitz mette in luce con brillantezza l’agilità del l’interprete. La cadenza finale, momento risolutivo di ogni concerto solista riassume i vari temi proposti. Il secondo movimento “Andante non troppo moderato” presenta una bella melodia cantabile del flauto in do maggiore che entra dopo poche battute accompagnato da figure pizzicato splendidamente chiare dell’orchestra. IL terzo movimento, Rondò, come spesso accade nei concerti di Stamitz, si apre con un gioioso sol maggiore che poi si distende in un” grazioso” tema in do maggiore che ci accompagna fino a batt.165 dove il tema del rondò riappare. All’improvviso una deviazione in si b maggiore con virtuosismi interessanti e ben inseriti nel contesto del concertato vanno a chiudersi nel necessario ritorno al tema iniziale con buona pace di tutti.

Giovanni Battista Pergolesi  (Jesi 1710- Pozzuoli 1736), conosciuto soprattutto per il celebre “Stabat Mater” e l’intermezzo “La Serva Padrona”(che diede inizio in Francia alla Querelle de Buffon), compiuti i suoi primi studi musicali nella città natale, si trasferì a Napoli dove entrò nel Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo, Istituzione religiosa che, al pari degli Ospedaletti di Venezia, accoglieva l’infanzia abbandonata, rivolgendosi principalmente alla formazione musicale dei fanciulli. A Pergolesi vengono attribuiti due graziosi e brillanti concerti, tuttavia di dubbia autenticità in quanto, come accadde anche per Antonio Vivaldi, la fama che ebbe in tutta Europa pur nella sua breve vita, indusse diversi editori a far circolare lavori di compositori oscuri attribuendoli a Pergolesi per poterli vendere più facilmente, così che, delle 320 opere a lui attribuite, solo 36 sono considerate autentiche. Il concerto in sol maggiore per flauto, archi e basso continuo, in stile galante, si apre con un primo tempo “Spiritoso” che affida come di consueto l’introduzione a violini e basso continuo aprendo alla gaiezza della tonalità di sol maggiore. Consegnato alla voce del flauto il tema a battuta 16 fino al termine si sussegue un dialogo con gli archi intorno un semplice tema. IL secondo movimento, Adagio, in mi minore presenta un tema di violini dolce e delicato che prepara l’ingresso al cantabile del flauto che dialoga con gli archi variando sonorità, sempre comunque lievi, attraverso una serie di progressioni a sottolineare la malinconia e la dolcezza che, in qualche modo, ci ricordano temi più famosi di Pegolesi. Il terzo movimento, Allegro Spiritoso, in tempo 3/8 si svolge con la  leggerezza che permette al flauto di esprimere le sue caratteristiche peculiari di freschezza e cantabilità nell’agilità.

Anna Tonin

Enzo Caroli, Flauto Dopo il diploma con  Pasquale Rispoli a Venezia, ha proseguito gli studi all’Accademia Chigiana con Severino Gazzelloni, ottenendo il “diploma d’onore”, poi in Francia con Roger Bourdin e a Roma con Conrad Klemm. Ha vinto vari concorsi come flautista tra i quali quelli presso il Teatro La Fenice di Venezia e l’orchestra sinfonica della RAI di Roma, inoltre il “Il Cilea di Palmi”, “Briccialdi di Terni”. In duo con il pianista R.Maioli “Il Cilea per musica da camera”, e il premio internazionale di musica da camera di Trapani. Da allora ha intrapreso una carriera internazionale che lo ho portato in prestigiosi festival, da Osaka, a Santander, a New York. Con Giuseppe Sinopoli ha fondato negli anni ’70 l’Ensemble Internazionale con cui ha eseguito prime composizioni di musicisti contemporanei, trasmessi dalla Rai e dalla Radio Tedesca. Ha inoltre studiato direzione d’orchestra, diplomandosi con Donato Renzetti all’Accademia Pescarese, sotto la cui direzione in prima esecuzione italiana, ha eseguito numerose volte il concerto per flauto e orchestra di L. Lieberman. E’ stato direttore della Piccola Orchestra da Camera di Bologna e dell’Amadeus Sinfonietta in programmi sinfonici e operistici. Ha insegnato flauto nei Conservatori di Padova e Vicenza e oggi tiene corsi di perfezionamento sia in Italia che all’estero. Nel 2010 è stato festeggiato al Teatro Olimpico di Vicenza per i 50 anni di attività, ricevendo il premio alla carriera dalla rivista flautistica Falaut “per il suo prezioso contributo alla scuola italiana del flauto”, inoltre nel 2012 ha ricevuto il premio L. Spezzaferri per meriti artistici. Intensa la sua produzione discografica per le etichette Sipario Dischi, Rivoalto, Velut Luna e Dynamic.

ORCHESTRA GAV (Giovani Archi Veneti) Lʼorchestra, diretta sin dalla sua nascita da Lucia Visentin, annovera tra i suoi componenti vincitori di importanti concorsi nazionali e internazionali e ha vinto prestigiose competizioni quali il concorso nazionale “Città di Ortona” (2004), i concorsi internazionali “Rovere dʼOro Giovani Talenti” San Bartolomeo (IP) e nella propria categoria “Città di Padova” nel 2005, il “Victor De Sabata European Youth Orchestras Contest” nel 2007 e nel 2008, con la menzione di merito per la più giovane orchestra vincitrice (presidente di giuria M° Azio Corghi). LʼOrchestra si è esibita nelle più importanti città e sale da concerto riscuotendo unanimi consensi: Bergamo teatro Donizetti, Milano Teatro Dal Verme, Mantova Teatro Bibiena, Padova Sala dei Giganti, auditorium Pollini, Treviso Teatro Comunale, Teatro Eden e Palazzo Bomben Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Rovigo Teatro Sociale e Tempio della Rotonda, Sarzana Teatro Impavidi, Roma Basilica dei Dodici Apostoli e Basilica di San Nicola in Carcere, Ravenna Teatro Dante Alighieri, Belluno Teatro Comunale, Venezia sala degli Angeli, Graz (Austria) Musiksaal, Barcellona (Spagna) sede della Cultura della Catalogna, Lugano (Svizzera) Cattedrale, Principato di Monaco, Mannheim (Germania) Kammermusiksaal University of Music and Performing Arts. Nellʼaprile 2009 si è esibita nella trasmissione televisiva “Insieme sul Due” su RAI 2. Nel 2010 in Francia ha inaugurato la stagione concertistica “Musiques e Patrimoine en Pais du Chinonais” presso la chiesa collegiale di Saint-Martin de Candes. Il 1° giugno 2011 è stata invitata a Torino per partecipare alle manifestazioni per il 150° anniversario dellʼUnità dʼItalia. Nel 2012 in Francia ha partecipato al “Festival de la Haute Tineè” nella cattedrale di Saint-Étienne de Tineè e a Valberg nellʼambito del Festival des Portes du Mercantour e nella cattedrale dʼEvry (Francia) ha suonato con il clarinettista Michel Portal. Nel 2013 ha effettuato una tournée nel Canton Ticino (Svizzera). Ha collaborato con il soprano Roberta Canzian, il violoncellista Luca Paccagnella e Massimo Martinelli, con il flautista Enzo Caroli. Vanta una prestigiosa attività concertistica con il soprano Luciana Serra.Lʼorchestra propone opere dei più importanti compositori, dal periodo barocco ai contemporanei.

Lucia Visentin Maestro concertatore diplomata in violino, ha conseguito la Laurea accademica in Discipline Musicali con lode. Si è dedicata alla formazione quartettistica e ha collaborato con numerose formazioni cameristiche, tenendo concerti in Italia, Europa ed in Giappone. Ha collaborato con l’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma, con il teatro La Fenice di Venezia, con il teatro Comunale di Treviso. Tiene corsi di perfezionamento e masterclass ed è membro di giuria di concorsi musicali nazionali ed internazionali. Ha fondato e dirige la “Scuola Suzuki del Veneto” con sede a Treviso e presso il Conservatorio di Rovigo. Attualmente è docente presso il Conservatorio Venezze di Rovigo nei corsi di biennio e triennio di specializzazione. Ha fondato e dirige l’orchestra GAV “Giovani Archi Veneti” . Dal 2011 dirige il coro “Città di Oderzo” ed è consulente artistico dell’ASAC Veneto per la Consulta d Treviso (Associazione per lo Sviluppo delle Attività Corali).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

english text:

The flute concertos presented in this recording constitute a central part of the flute repertory, having been composed between the second half of the 18th century and the first half of the 19th, thus sharing a classical form. Written in galant style, the concertos all share the singular characteristic of being in the key of G major, with the sole exception of Mercadante’s concerto, which is, however, composed in its relative minor key of E minor. Subdivided into three movements, they follow the traditional scheme of a denser first movement allegro, a more lyrical and melodic second movement, and a lively and technically brilliant third movement. The theme, having been introduced by the orchestra, is entrusted after a few bars to the flute protagonist. Continuing in the same tonality, the solo instrument begins to “play”, in a manner that emphasizes the player’s ability and generosity.

Saverio Mercadante (Altamura 17 September 1795- Naples 17 December 1870) made an assured debut on the early nineteenth-century Italian opera scene as a prolific composer of operatic works who was influenced by Rossini. His precocious musical talent made itself apparent early on when, at the age of 12, he entered the Naples Conservatory to study harmony and violin, subsequently also learning the flute, clarinet, bassoon and the cello. He had a special gift for composition, creating works in a fresh melodic vein combined with a remarkable contrapuntal density.  At the Naples Conservatory, where he became director in 1840, he laid particular emphasis on teaching and instrumental work, applying the new bel canto sensitivity to instrumental composition.  In terms of his own instrumental composition, the flute concertos in particular stand out for the elegance of their melodic solutions and the overlay of brilliant virtuosity. The first movement of the Concerto in E minor, a work of 1819, is an Allegro maestoso in sonata form which is distinguished by dramatic undertones produced by potent operatic-style contrasts: the orchestral exposition hinges on two themes, one more rhythmic and the other melodic, leaving space for the solo flautist to enrich the themes with brilliant passages that showcase the performer’s agility in densely written bravura sections. The second movement (Largo) begins in a sombre mood with incisive orchestral interventions, and subsequently dissolves into a bel canto style melody. The third movement, Rondò Russo, is lively in character, with an incisive rhythm in the refrain introduced by the flute. This is then replaced by a first couplet introduced by the orchestra and continued by the soloist with bravura passages.  A second, more passionate couplet bursts forth, countering the refrain that closes the piece, first in the orchestra and then in the flute, with virtuosity gradually giving way to the re-establishment of an atmosphere of serenity.

The popularity of the traverso flute among composers of the classical period was undoubtedly due also to its being the favourite instrument of the Prussian king, Frederick II, recognized by his contemporaries as a refined musician and an excellent flautist.  Frederick was a pupil of Johann Jaochim Quantz (Scheden, 30 January 1697– Potsdam, 12 July 1773) whose treatise Versuch or “On playing the flute” was dedicated to him. Quantz’s treatise still stands as a precious testimony of instrumental musical practice and of the tastes and styles of 18th-century Europe. Quantz wrote more than three hundred flute concertos and in this recording Enzo Caroli presents his Concerto in G major for flute, strings and basso continuo. The scheme of the first movement (Allegro), which opens with a richly elaborated, majestic orchestral theme, sees the entry of the soloist at bar 28, with a theme that immediately confirms the tonal structure. Two cadences, a shorter one at bar 117 and a more ample one at bar 146, draw attention to the joyous sound of the flute and the virtuosity of the player. In accordance with the rules outlined in Versuch, the second movement (Arioso), is in the more melancholy key of G minor which “directly expresses the feelings it contains”, while the melody is “written with fondness and in an expressive manner, as if words might have been added”. The third movement (Allegro vivace) demands great agility from the player because “ it is generally played at high speed” and anticipates a refrain that is “short, fiery and vivacious but with a note of wit”.

Carl Philipp Stamitz (Mannheim, 7 May – Jena, 9 November 1801) was a violinist in the famous Mannheim orchestra from 1762 to 1770 and exemplifies the galant style in music, reflecting his affiliation to the Mannheim school, evidenced in the thematic contrasts and in the dynamic aspects of his works. Although Stamitz’s outstanding talent had early been recognized with his appointment as second violin in the famous court orchestra of Mannheim at the age of 17, in 1770, together with his younger brother Anton, he left the city bound for Paris.  Spurred by curiosity and an assiduous tendency to experiment, Stamitz was also averse to establishing permanent ties with any musical institution, a restlessness that led him, after Paris, to journey through much of Europe and to find fame both as a talented composer and as a virtuoso of the violin, viola and viola d’amore. His curiosity and his desire to experiment is evinced by certain elements in his compositions that were introduced by contact with local folk traditions, and it is this feature that, notwithstanding the classical idiom that at times recalls contemporary pieces by Mozart or Haydn, produces Stamitz’s unique blend of compositional skill and creative inspiration, in which well-structured themes are combined with captivating melodies. He composed numerous concertos for various instruments, amongst which this “Concerto in G major for flute and string orchestra with 2 oboes and 2 Bassoons ad libitum”, one of only three to have come down to us (another four have been lost). The first movement “Allegro”, in sonata form, begins with a short, dashing march, similar in style to works by Haydn or Mozart; the theme, introduced by the flute, abounds in passages that show off the player’s agility in a brilliant light, while the final cadence, the moment of resolution for all solo concertos, is a summation all of the various themes. The second movement Andante non troppo moderato presents a beautiful melodic refrain on the flute in C major, entering after the first few bars and accompanied by splendidly limpid pizzicato figures executed by the orchestra. The third movement, Rondò, as is often the case with Stamitz’s concertos, opens in a joyful G major that extends into a “graceful” theme in C major. This continues until bar 165 where the theme of the rondò reappears. Suddenly there is deviation to B major, with interesting virtuoso passages that sit well in the context of the concertato, but which are then brought to a close as the initial theme reasserts itself, to great overall effect.

 Giovanni Battista Pergolesi  (Jesi, 1710 – Pozzuoli, 1736), is renowned above all for his famous Stabat Mater and his intermezzo La Serva Padrona (which in France provoked the so-called Querelle des Bouffons or the “quarrel of the comic-actors”). After initial musical studies in his native city, he moved to Naples where he was admitted to the Conservatorio dei Poveri di Gesù Christo, a religious institution which, like the Venetian ospedaletti,  took in orphans and provided them with a musical training.  Two graceful and brilliant concertos are attributed to Pergolesi, but doubt hangs over their authorship since, as in the case of Antonio Vivaldi, the Europe-wide fame attained by Pergolesi in his short life induced various publishers to circulate works by obscure composers under his name in order to boost sales, with the result that, of the 320 works attributed to Pergolesi, only 36 are actually considered authentic.  The concerto in G major for flute, strings and bass, in galant style, opens with a first movement “Spiritoso”, entrusting, as was customary, the introduction to violins and basso continuo, and giving free rein to the gaiety of the G major tonality. The flute takes over the theme at bar 16, and continues a dialogue with the strings around a simple theme until the conclusion. In the second movement, an Adagio in E minor, the violin introduces a theme of great sweetness and delicacy, preparing the ground for the entrance of the flute cantabile. In the ensuing dialogue with the strings, the flute varies its texture through a series of progressions, underlining the particular melancholy and sweetness that are the hallmarks of Pergolesi’s most famous themes. The lightness of touch of the third movement, Allegro Spiritoso, in 3/8 time, permits the flute to express its distinctive characteristics of freshness and song-like agility.

Anna Tonini

Enzo Caroli, flute Studied at the Venice Conservatory under Pasquale Rispoli (at that time first flute in the La Fenice orchestra). Followed by further studies at the Accademia Chigiana in Siena, under Severino Gazzelloni , gaining an “honours diploma”, and then in France with Roger Bourdin and in Rome with Conrad Klemm, learning from him  the Alexander technique as applied to the flute. First flute with several orchestras, among them the La Fenice (member of the orchestra  for 20 years), the Italian Radio orchestra in Rome and the Bolzano symphony orchestra. Also winning  flute competitions at Palmi and Terni (the Cilea  and Briccialdi competitions) and, in a duo with pianist R. Maioli, the Cilea chamber music prize  and the Trapani international chamber music prize.  Since then an international career has included engagements at major festivals from Osaka to Santander and New York. In the ‘70s, with Giuseppe Sinopoli, founded the Ensemble Internazionale, performing works by young contemporary composers, broadcast by Italian and German radio. Also studied orchestral conducting with Donato Renzetti at the Pescara Academy and, under his direction, performed as soloist in Lieberman’s Flute Concerto many times. Conducted the Piccola Orchestra da Camera of Bologna and the Amadeus Sinfonietta in programs of symphonic and operatic music. Taught flute at the Padua and Vicenza Conservatories, bringing over 110 students to graduation, some of whom now play first flute in leading Italian orchestras or hold important positions as teachers in the conservatories. At present teaching flute technique and interpretation through Master classes and courses, both in Italy and abroad.  A concert artist with a repertoire that extends from the Baroque to the more advanced expressions of the avant-garde. Now with over 2000 concert performances as soloist over the years, and many recordings devoted to  the works of individual composers, with recordings of Haydn and Beethoven in preparation.  Regularly invited as a panel-member to judge major flute competitions. In 1990 appointed by the Education Ministry to chair the committee to examine and select flute teachers for posts in Italian conservatories.  In 2010 at the Teatro Olimpico in Vicenza, “Falaut”, the Italian flute magazine, celebrated a career spanning 50 years and recognized  a “ valuable contribution to the Italian School of Flute-playing ”.  In 2012 further recognition came with the “L. Spezzaferri” prize for activity in concert-giving. As a recording artist appears on the Sipario Dischi, Rivoalto, Velut Luna and Dynamic labels.

ORCHESTRA GAV  (Veneto Youth String Orchestra) The orchestra has been conducted from its inception by Lucia Visentin and counts award-winners of national and international competitions among its members. It has itself won prestigious competitions such as the national “Città di Ortona” prize (2004), the international competitions “Rovere d’Oro Giovani Talenti” San Bartolomeo (IP), as well as first prizes in its own youth category in the “Città di Padova” in 2005 and the “Victor De Sabata European Youth Orchestras Contest” of 2007 and 2008, garnering a special mention for the youngest orchestra (in which Maestro Azio Corghi was president of the judging panel). The Orchestra has performed to great acclaim in the most important cities and concert halls: Teatro Donizetti, Bergamo; Teatro Dal Verme, Milan; Teatro Bibiena, Mantua; Sala dei Giganti and Pollini auditorium, Padua; Teatro Comunale, Teatro Eden and Palazzo Bomben Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Treviso; Teatro Sociale and Tempio della Rotonda, Rovigo; Teatro Impavidi, Sarzana; Basilica dei Dodici Apostoli and Basilica di San Nicola in Carcere, Rome; Teatro Dante Alighieri, Ravenna; Teatro Comunale, Belluno; Sala degli Angeli, Venezia, Musiksaal, Graz (Austria); Cultura de Catalunya headquarters, Barcelona (Spain); Cathedral, Lugano (Switzerland); the Principality of Monaco, the Kammermusiksaal University of Music and Performing Arts, Mannheim (Germany). In April 2009 it performed on the RAI 2 television programme “Insieme sul Due”. In 2010 it inaugurated the “Musiques e Patrimoine en Pais du Chinonais” concert season at the collegiate church of Sanit-Martin de Candes.  On 1 June 2011 it was invited to Turin to take part in the 150th anniversary celebrations of Italian Unification. In 2012 it went to France to take part in the “Festival de la Haute Tineè in the cathedral of Saint-Etienne de Tineè and to Valberg as part of the Festival des Portes du Mercantour; it also played with the clarinettist Michel Portal in the cathedral of Evry. In 2013 it undertook a Swiss tournée in Canton Ticino. It has played with the soprano Roberta Canzian, the cellists Luca Paccagnella and Massimo Martinelli, and the flautist Enzo Caroli. The orchestra boasts a prestigious programme of concerts with the soprano Luciana Serra. The GAV plays works by the most important composers ranging from the baroque period to contemporary music.

Lucia Visentin, Conductor holds a diploma in violin and is an honours graduate in Music. Specializing in quartet playing, she has played with various chamber groups, performing in concerts in Italy, Europe and Japan. She has worked with the Accademia di Santa Cecilia in Rome, the Teatro la Fenice in Venice and the Teatro Comunale of Treviso. She holds advanced study classes and masterclasses and is on the judging panel of national and international music competitions. She founded and directs the “Scuola Suzuki del Veneto”, with headquarters in Treviso and at the Conservatory in Rovigo. At present she teaches the two- and three-year specialization courses at the Conservatorio Venezze of Rovigo. She founded and conducts the GAV “Giovani Archi Veneti” orchestra. She has conducted the “Città di Oderzo” choir since 2011 and is the artistic consultant of the Veneto branch of the Association for the Development of Choral Activities, ASAC (Associazione per lo Sviluppo delle Attività Corali), for Treviso council.

 

Velut Luna CVLD293 disponibile quihttps://www.velutluna.it/index.php?c=7a&l=ita&id_cat=1&id=324

E’ uscito questo nuovo bellissimo disco uno dei più grandi flautisti classici viventi mette la sua arte “al servizio” di giovanissimi talenti riuniti in una atipica e pareticolarissima Orchestra giovanile, stabile e ormai rinomata, quale la GAV Giovani Archi Veneti, fondata e diretta dalla pregiatissima Lucia Visentin.

Ecco di seguito le note che accompanano il booklet.

Saverio Mercadante (1795 – 1870) 19:58

Concerto in Mi minore per flauto e orchestra d’archi (revisione di Agostino Girard)

  • 01 Allegro maestoso, 9:26
  • 02 Largo 3:53
  • 03 Rondò russo (Allegro vivace scherzando) 6:39

Johann Joachim Quantz (1697 – 1773) 17:71

Flute Concerto

  • 04 Allegro 6:30
  • 05 Arioso (Mesto) 6:41
  • 06 Presto 5:00

Carl Stamiz (1745 – 1801) 19:00

Konzert fur Flote in G-Dur Opus 29

  • 07 Allegro 9:03
  • 08 Andante non troppo moderato 4:28
  • 09 Rondo (Allegro) 5:29

 

Giovanni Battista Pergolesi (1710- 1736) 12:40

Concerto in sol maggiore per flauto, archi e basso continuo

  • 10 Spiritoso 4:24
  • 11 Adagio 4:49
  • 12 Allegro spiritoso 3:27

 

24bit/88.2kHz original recording made at Magister Area Studios, Preganziol, Italy, on August 2017

  • Production: Velut Luna
  • Executive Producer: Marco Lincetto
  • Musical Producer: Mattia Zanatta
  • Recording Mix and Mastering Engineer: Marco Lincetto
  • Editing Engineer: Mattia Zanatta
  • Text: Anna Tonini
  • English translation: Jenny Condie
  • Photo: Mirella La Rosa
  • Layout: L’Image

 

  • Enzo Caroli, flute
  • Giovani Archi Veneti
  • Lucia Visentin, first violin and conductor
  • Violins I  Alice Bettiol, Teresa Storer, Elisa Bisetto, Riccardo Martignago, Serena Bacchin, Francesca Pavan
  • Violins II  Alessandro Pelizzo, Luca Demetri, Antonella Solimine, Agnese Ardolino, Damiano Bacchin,
  • Francesco Mercaldo, Lucilla De Bortoli
  • Violas  Andrea Bortoletto, Luisa Benedetti
  • Cellos  Marta Storer, Marco Bisetto, Elena Bettiol
  • Double Bass  Jacopo De Santis
  • Harpsichord  Edoardo Bottacin

 


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