Considero questi miei lavori per pianoforte quasi come un diario di un paradossale tentativo di superare il sentimento della crisi attraverso la musica. La consapevolezza che – nonostante tutto – la composizione sia un atto di condivisione e una continua ricerca di immortalare un presente troppo complesso e sfaccettato per essere degnamente celebrato, mi impedisce di considerare queste opere come un qualcosa di finito. Voglio sperare che perciò l’enigma della creazione musicale parli al posto delle parole, e che la musica prenda vita al di là di tutto ciò che può esser detto. In questo senso per me la musica diventa una testimonianza di una singolarità – cioè di tutto ciò che non può essere comunicato ma solo mostrato – ma anche di una realtà percepita nell’atto creativo come un qualcosa di profondamente caotico, e instabile. E tuttavia voglio anche ribadire che rifiuto ogni possibile identificazione tra autore e opera, e mi auguro che in futuro la mia musica possa in qualche modo prendere nuova linfa da sempre diverse forme d’ascolto e di interpretazione, che finalmente tradiscano “la volontà del compositore”.

“In verità, o miei fratelli, con altri occhi cercherò allora quelli che ho smarrito: d’un altro amore allora vi amerò”.

Friedrich Nietzsche: “Così parlò Zarathustra”.

 

I believe that these my Original Compositions For Piano could be just a diary of a paradoxical attempt to overcome the perception of the crisis thanks to Music. It’s impossible for me to think of these compositions of mine as a definitive work, because I believe that the art of the composer should be an action to share feelings and to search all time to fix a too much complex reality to be correctly celebrated. Therefore I hope that the mistery of the Creation of the Music could talk better than any words, and that Music could take her life beyond any words that you could say. For me Music is the evidence of everything you cannot explain, but just display, and also the proof of a reality that is dazed and unstable while you are composing it. It’s important for me to say that I turn down any kind of identification between “The Composer” and “The Composition”, and I hope that my Music could acquire new life in future, thanks to new interpretations of any other musician which would play it and would “be unfaithful to” it.

“Verily, with other eyes, my brethren, shall I then seek my lost ones; with another love shall I then love you”

cit. from “Also Sprach Zarathustra” by Friedrich Nietzsche.

Giulio Andreetta

AVAILABLE:

https://www.velutluna.it/index.php?c=7a&l=ita&spc=n&id_cat=&pagina=1&id=330

 

1-3   Tre pezzi brevi  7:01

1 Lento  3:07  /  2 Andante  2:23  / 3 Prestissimo  1:31

4        Praeludium  3:48

5        Sonata No.1  11:02

6-12  Pagine Bianche  25:11

6  I,  5:02  / 7  II,  5:18 / 8  III,  5:15 / 9  IV,  2:03 / 10  V,  2:46 / 11  VI,  1:02 / 12  VII,  3:45

13      Toccata  4:09

14      Sonata No.2  7:35

         Total Time: 59:00

 

All compositions by Giulio Andreetta

24bit/88.2kHz recording made at Studio Zanta, Camponogara, Italy, April 27, 28, 2018, using tube microphones RiberaR12

Giulio Andreetta plays on Steinway & Sons D274 Concert Grand Piano tuned by Silvano Zanta.

 

  • Production: VELUT LUNA
  • Executive Producer: Marco Lincetto
  • Recording, Editing, Mix and Mastering: Marco Lincetto
  • Photo: Marco Lincetto
  • English text: Marco Lincetto
  • Design and Layout: L’Image

 

Velut Luna CVLD301

 


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