Periodicamente torniamo a produrre un nuovo vinile. Con certezza, la stampa del vinile non è il nostro “core business”, tuttavia la mia personale storia nasce in un’epoca in cui la parola digitale significava “cose da toccare con le dita”.

Quando nel lontano 1974 iniziai a comprare “dischi”, l’unico supporto acquistabile era il vinile 33 giri (Long playing) oppure il singolo a 45 giri. Sì, c’era anche la audiocassetta (CC), ma in realtà era vista come supporto di serie B per fare copie da combattimento del vinile che avevamo appena comprato. Ecco quindi che per almeno dieci anni, e poi per altri dieci ancora, ho continuato a riempire la casa di padelloni neri.

Poi è arrivato il CD con le sue iniziali luci ed ombre, e il resto è storia recente. Velut Luna è stata, ed è, pioniera del grande digitale, da sempre. Abbiamo realizzato le prime registrazioni in formato PCM 24/96 commercialmente disponibili su supporto in Europa. E poi tutto il resto.

Ma oggi siamo qui per parlare di vinile e del perché ogni tanto decidiamo di produrne uno. Beh, la risposta è la più banale possibile: perchè ci piace l’idea di farlo e perchè ci piace l’idea –a me, piace l’idea- di possederlo ed ascoltarlo.

Una cosa che amo del vinile è proprio l’oggetto in sè, in particolare le copertine. Non è un mistero, credo, che parallelamente all’attività di produttore discografico coltivo anche una (in)sana passione per la fotografia: ecco che il formato “grande”, 33×33, mi offre spazi finalmente degni per valorizzare le mie immagini…

E comunque anche l’approccio all’ascolto è differente. Ho scritto differente, non migliore. Sì, perchè sarebbe veramente giunto il momento di dire basta alle ridicole polemiche su cosa è “meglio”, fra digitale ed analogico. Non se ne può più. Veramente… Sono due mondi che possono convivere pacificamente, con pregi e difetti reciproci.

Ma sapete perchè mi piace ascoltare un vinile? Per lo stesso motivo per cui lo ascolto raramente. Infatti, quando metto sul piatto del mio Thorens un vinile, non riesco neppure a concepire di toglierlo prima che sia finito il Lato A, e poi il Lato B di fila, senza interruzioni. Ecco, l’ascolto del vinile per me è slow listening. Al tempo stesso, proprio per questo motivo e considerando i ritmi frenetici della vita che faccio, capita piuttosto di rado, ormai, che possa dedicare un’ora o più di fila all’ascolto della musica, senza interruzioni. Ma tant’è, questa è la vita!

Il nuovo "Two Countries One Heart" mentre gira sul piatto Thorens

Il nuovo “Two Countries One Heart” mentre gira sul piatto Thorens

Tornando comunque al “suono” dei vinili Velut Luna, ovviamente siamo ai massimi livelli oggi possibili che, vi garantisco, sono molto, molto alti. Innanzitutto sono tutti derivanti da master analogici nativi, realizzati dall’amico Antonio Lanfranca (Analog Mastering Service) con i suoi fidatissimi Studer A816 e A810. Poi, sia le lacche viniliche che la stampa finale sono solitamente realizzate in Germania nel migliore stabilimento del mondo (lo stesso in cui realizzano i loro eccellenti prodotti le grandi case specializzate oggi nel vinile, come ad esempio la tedesca Speaker’s Corner). Si tratta ovviamente di vinili derivanti da vinile vergine, del peso di 180gr. 

Il risultato è un prodotto perfettamente planare, esente da disturbi anomali. Ovviamente quasi tutti i nostri vinili hanno un avvertibile soffio di fondo, per via sia dell’origine analogica nativa, ma anche perchè le registrazioni native sono tutte ad alta dinamica. Del resto, si sa, l’analogico vero, soffia. Per il silenzio infrastrumentale… C’è il digitale!!

5D3_4832_1

Un’ultima cosa – last but not least – di cui andiamo orgogliosi, veramente, è il prezzo. Che è fra i più concorrenziali in assoluto, visto che parliamo di titoli novità prodotti oggi e non ristampe di titoli vecchi supersfruttati commercialmente nei secoli dei secoli: 14,90 euro al pubblico. Un prezzo che offre ai nostri clienti la possibilità di portarsi a casa la massima qualità sonora possibile oggi da vinile, a meno della metà del costo medio della nostra concorrenza.

Oggi sono disponibili in vendita tre vinili Velut Luna (gli altri tre prodotti nel corso degli anni scorsi sono esauriti), di cui il nuovo, appena realizzato, è il meraviglioso TWO COUNTRIES ONE HEART (ecco qui la presentazione dettagliata) che offre un suono di rara spettacolarità, portandovi in casa una grande orchestra sinfonica e due meravigliose voci femminili, al servizio di canzoni immortali e coinvolgenti.

Se questo nuovo rilancio avrà successo, abbiamo già pronti altri due titoli da pubblicare entro la fine del 2016. La palla quindi passa a voi: comprate e vi sarà dato sempre di più!!

Il nuovo vinile è acquistabile solo on line, oppure alle fiere di settore dove sia presente uno stand Velut Luna.

Potete acquistare il disco qui:

Velut Luna Web Store

Web Store

 

Marco Lincetto

A proposito di Marco Lincetto

Marco Lincetto è il fondatore di Velut Luna. Nasce a Padova nel 1961, figlio del grande compositore e pianista Adriano Lincetto, scomparso appena cinquantanovenne nel 1996. Suona il clarinetto, si diploma al liceo classico e per qualche anno studia giurisprudenza a Bologna. Prima di dedicare interamente la sua vita alla Musica, lavora per diversi anni come fotografo professionista. Specializzato in ritrattistica e foto di reportage, è stato allievo di Franco Fontana e nella seconda metà degli anni ’80 si forma alla bottega di Pino Settanni a Roma. Dal 1995 è alla guida di Velut Luna nei molteplici ruoli di imprenditore, produttore e ingegnere del suono (o, come lui ama definirsi, tonmeister). Oltre che per Velut Luna, è accreditato nei ruoli di Sound Engineer ed Executive Producer per etichette discografiche quali Decca, Cpo, Chandos, Brilliant Classic, ARTS, E1 Music/Koch International Classics, Universal e molte altre.


Pubblica un tuo commento

Articolo successivo
Articolo precedente