Ormai la (inevitabile) lettura dei commenti, e degli argomenti, di natura audiofila all’interno dei vari forum di settore, e fra i gruppi “specialistici” su Facebook, non possono che confermare in me la convinzione sempre più radicata di quanto questo hobby dell’audiofilia sia sempre più settario, marginalizzato, autoreferente ed in definitiva lontanissimo dalla realtà della Musica stessa.

Parliamoci chiaro: oggi, se chicchessia è interessato ad ascoltare Musica bene, come raramente o quasi mai è capitato di fare in passato lo può fare con 6/700 euro di spesa massima. Come è possibile? Semplice: si acquista un DAC/Pre con connessione USB asincrona, pescando nell’ambito dell’audio pro, con una spesa di circa 2/300 euro. E poi si acquista una coppia di ECCELLENTI difusori bookshelf biamplificati, sempre di area pro, tipo gli strepitosi JBL LSR 308 a 430 euro la coppia, tipo questi qui: http://www.thomann.de/it/jbl_lsr_308.htm  Il tutto collegato al vostro computer che già possedete… VI GARANTISCO – e su questa “garanzia” metto nome, cognome e tutta la mia rispettabilità professionale – che un sistema così composto garantisce una timbrica sanissima, un’eccellente dinamica, un’ottima spinta in termini di pressione sonora ed infine una plausibilissima ricostruzione prospettica del messaggio stereofonico contenuto nella registrazione.

Ora, io non voglio minimamente mettere in discussione che una persona, l’audiofilo, possa essere interessata principalmente all’ascolto dell’impianto, piuttosto che della musica. E’ lecito, ancorchè stravagante agli occhi dei più. E’ una passione come un’altra, non differente da quella per i francobolli o le farfalle. E’ però necessario, credo, riconoscere ed ammettere la differenza sostanziale delle due passioni. E tutto ciò a vantaggio di quella grande massa di appassionati di Musica, che potrebbero ambire anche ad ascoltarle “bene”, ovvero “meglio” che con le classiche cuffiette da telefonino, ma senza essere disposti a vendere un rene per farlo… e sono invece indotti a non porsio neppure il problema, proprio perchè ogni volta che si avvicinano al mondo dell’audiofilia… sono costretti a scappare a gambe levate.

Sì, perchè è necessario anche gridare a tinte forti che il re è nudo. La lievitazione artificiale dei costi dell’ “Hi-Fi per Audiofili” ha veramente raggiunto livelli tali da apparire quasi inaccettabile pure per chi fa del culto dell’oggetto in sé la principale attrattiva. Figuriamoci per chi “semplicemente” cerca oggetti per ascoltare bene la Musica…

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Ma un’altra cosa che fa riflettere, che OBBLIGA a riflettere qualsiasi persona dotata di un minimo buonsenso, sono le discussioni, che degenerano sempre e regolarmente in vere e proprie risse mediatiche, sul nulla… Di recente mi è capitato di leggere, all’interno di un forum, decine di pagine di discussione, protratte per settimane, sulla cosiddetta ricostruzione della scena sonora. Stiamo parlando di un parametro che semplicemente NON è riconducibile a NULLA che esista nella realtà, giacchè la realtà stessa, a seconda di dove ti siedi in sala da concerto, la percepisci in modo radicalmente differente. Ma anche ammettendo che qualcuno abbia codificato una posizione standard in una sala standard – COSA CHE NON E’ MAI STATA FATTA – quella realtà, semplicemente, NON è riproducibile da un sistema di ripresa e riproduzione stereofonica: STEREO, che è di per sé un artefatto. Eppure leggo di gente che a casa propia usa il metro per misurare la scena in centimetri, o il goniometro per verificare il raggio della presunta scena. E poi si scanna con i suoi sodali colleghi di passione nel merito della giustezza delle sue tesi.

Permettetemi: siamo alla follia. O meglio, alla distorsione di una passione che nasce sana ennemila anni fa e oggi muore malatissima.

Ma tant’è. Se vi interessa principalmente la musica,tenete presente i miei suggerimenti, non prima di averli verificati di persona. Però solo dopo un training che vi abbia disintossicato dalle sovrastrutture della materia.

Buon 2016!

Marco Lincetto

A proposito di Marco Lincetto

Marco Lincetto è il fondatore di Velut Luna. Nasce a Padova nel 1961, figlio del grande compositore e pianista Adriano Lincetto, scomparso appena cinquantanovenne nel 1996. Suona il clarinetto, si diploma al liceo classico e per qualche anno studia giurisprudenza a Bologna. Prima di dedicare interamente la sua vita alla Musica, lavora per diversi anni come fotografo professionista. Specializzato in ritrattistica e foto di reportage, è stato allievo di Franco Fontana e nella seconda metà degli anni ’80 si forma alla bottega di Pino Settanni a Roma. Dal 1995 è alla guida di Velut Luna nei molteplici ruoli di imprenditore, produttore e ingegnere del suono (o, come lui ama definirsi, tonmeister). Oltre che per Velut Luna, è accreditato nei ruoli di Sound Engineer ed Executive Producer per etichette discografiche quali Decca, Cpo, Chandos, Brilliant Classic, ARTS, E1 Music/Koch International Classics, Universal e molte altre.


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